È caratterizzata dal discernimento e dalla ricerca sincera di Dio – San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994) ╰⊰¸¸.•¨* Italian

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TEXTS – ORTHODOXY

È caratterizzata dal discernimento e dalla ricerca sincera di Dio

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

L’asceta atonita parlava di spiritualità, ossia di pratica evangelica, in modo molto semplice e profondo al contempo. In questo modo si faceva capire anche ai più illetterati. La sua spiritualità era associata ad una notevole capacità di discernimento nella quale non esisteva alcuna imposizione. Egli infatti scriveva:

“Spesso osservo una cosa strana che succede agli uomini spirituali e che mi ricorda il mercato. Lì tutti gridano: uno racomanda le sue arance, un altro le sue barbabietole e così via. Ciascuno si preoccupa di vendere la propria merce. Qualcosa di simile succede anche ai cristiani. Alcuni dicono: se entri in quest’associazione ti salverai, se entri in quell’altra ti salverai, mentre molti uomini non sono chiamati né all’una né all’altra, ma ad una terza. Per l’amore di Dio! Un vero uomo di Dio offre solo un aiuto; mai soffoca l’altro. Supponiamo che io vada in un campo militare per parlare di monachesimo. Certamente non dirò loro bugie, ma fatti. Cosa può succedere? Tutti quelli sono chiamati a diventare monaci? Certamente no. Farei dunque del male a coloro che seguissero, a causa mia, il monachesimo senza avere vocazione, perché dopo ne soffrirebbero e sarebbero dei falliti. Quello che devo fare, invece, è trovare quel puro che ha la vocazione monastica, ed aiutarlo concretamente nella realizzazione della sua chiamata”.

Il monaco incontrava molte persone, sia quando stava nel monte Athos, sia quando le esigenze lo chiamavano in altri luoghi. Per quanto facesse una vita prevalentemente dedita alla preghiera, non mancava mai d’istruire ed edificare gli altri. Tutto ciò non lo stancava tranne nel caso in cui si trovava davanti a persone senza alcun interesse spirituale.

“Quando la discussione è spirituale non mi stanca. Il problema incomincia quando si fanno tante domande senza senso. Se gli uomini che le fanno fossero illetterati, allora si giustificherebbero. Si tratta però di scienziati che mi chiedono, ad esempio, qual è il rapporto tra lo spazio ultraterreno e la coscienza dell’uomo. Tira tu le conclusioni! A questi uomini di solito dico: ‘Ho il caffè pronto e due scatole di aspirine. Sedetevi all’ombra e a poco a poco risolveremo il problema’. In questi casi occorre sia il caffè che le aspirine… Al contrario, una volta sono rimasto sveglio per tre notti di seguito; eppure non mi sono stancato. Ma quando capita qualche discussione con uomini di cultura solo esteriore, senza profondità o interessi spirituali, allora essi mi provocano il mal di testa con le loro domande. Questo è ciò che mi stanca”.

Fonte:

Hiéromoine Isaac, L’Ancien Paissios de la Sainte Montagne, L’Age d’Homme, Lausanne 2008.

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